Visite :

131047

Online :

2

Selezione testi

Emanuele Lari

Impaginazione

Francesca Ulivi

Web Designer

Jonathan Baldini

Contrada Il Ponte  2006

 
     
 
 
 
     
 

Cenni Storici

La Sede Sociale

Leggenda

La Città di Forte dei Marmi

Querceta sede del Palio
 
     

Leggenda

La leggenda inizia alcuni secoli fa, allorché la costa era mèta di improvvise scorrerie da parte di terribili ed agguerriti corsari i quali, con le loro imbarcazioni facilmente manovrabili, potevano in poco tempo approdare a riva, razziare e quindi scomparire verso altri lidi ed altre avventure.

I corsari in quel tempo conoscevano molte vittorie poiché erano guidati da Khayr-Ad-Din (detto: Il Barbarossa), il suo nome veniva pronunciato con timore in molti luoghi del Mar Mediterraneo giacchè di persona le popolazioni avevano constatato quale fosse stata la sua forza, la sua furbizia e la grande capacità di comando.

Egli aveva appresso anni prima gli insegnamenti dei più grandi dotti di Francia e di Spagna, quindi la voce dei suoi padri l’aveva inevitabilmente attratto verso l’avventura.

Le coste Versiliesi erano paludose, la fitta macchia, ove si annidavano le più disperate specie di animali, costituivano quasi un baluardo naturale contro la penetrazione dei corsari, per di più ognuno degli agglomerati – peraltro abitati da poca gente – pagava una certa cifra affinché un gruppo di armati sorvegliasse giorno e notte la costa per buona parte dell’anno.

Khayr-Ad-Din sapeva anche questo: i suoi attacchi non erano mai dettati dalla improvvisazione. Quella notte, in un periodo privo di sorveglianza, col mare in tempesta, l’astuto e temerario corsaro giocò le sue carte.
 

     
 

Khayr-Ad-Din Palio 1966

 
     
     
 

Khair-Ad-Din Palio 2006

 
     

Sbarcò pericolosamente ed in silenzio, quindi alla testa dei suoi uomini si diresse verso l’interno: l’abitudine l’aveva ormai reso abilissimo nel superare ostacoli anche alla pallida luce delle torce.

Nella pianura echeggiò a lungo il grido di terrore ed il canto dei ferri da combattimento, poi, alle prime luci dell’alba, ove la gioia del ritorno si rinnova ogni volta, ed i brillii metallici in armature e colorate vesti, sono armonico accompagnamento di canti antichi nei quali si parla di una Contrada che ha saputo gettare il seme della fratellanza tra la sabbia argentata e la fertile terra, Khayr-Ad-Din dette il segnale del ritorno. I suoi uomini avevano fatto gran bottino ed egli era riuscito e rapire Marina del Ponte, la più bella ed intelligente ragazza del luogo.

Passarono gli anni, un giorno il capitano che comandava la squadra a guardia della costa dette il segnale di pericolo: all’erta, i corsari!

La gente, memore delle angherie subite, si unì sulla spiaggia ai soldati in attesa armandosi alla meglio con forconi, zappe e vecchie spade; dalla sciabecca si staccò un piccolo legno e grande fu la sorpresa allorché accanto al volto fiero e temprato dal sole del Barbarossa, si vide Marina del Ponte.

Ella, appena che ebbe toccato terra ferma, si avvicinò alla titubante folla spiegando che, dopo il rapimento, aveva fatto in modo che colui del quale era ormai divenuta fedele ed unica compagna, abbandonasse quella vita ove le mani si sporcavano sovente di sangue. Khayr-Ad-Din aveva portato ricchi doni per gli abitanti del luogo i quali – ormai tranquilli – festeggiarono per tre giorni e tre notti il ritorno di Marina.

Ogni anno, disse Marina del Ponte prima di andarsene – torneremo a suggellare la amicizia delle nostre genti con la festa della Primavera.

Così fu, e la tradizione continua anche oggi nella partecipazione al Palio.

 
Jonatha Baldini